Ispirazione: Lifestyle

Abbattere gli stereotipi con il martello di Thor

Di Aaron Heinrich

Robin2La cosa essenziale riguardo agli stereotipi è che devono essere abbattuti. Alcuni lo fanno con un temperino, altri con un cesello. Robin Dail usa il martello di Thor.

Dopo aver desiderato per decenni di guidare una moto e averlo fatto una sola volta, confondendo la frizione con il freno e andando contro un muro a 10 anni, nel 2012 Robin ha preso la patente per la moto, inserendosi così nel segmento a più rapida crescita, ma verosimilmente ancora oggi il meno compreso, nel settore delle moto: quello delle motocicliste.

Professoressa associata in scienze infermieristiche alla Duke University nel North Carolina, madre e presto nonna, Robin non rispecchia i canoni del tipico motociclista. Ma si è lanciata in questo campo con così tanta passione da compensare il tempo perduto in sella con grande determinazione.

“Dopo la morte di mio marito, ho cominciato a uscire con un tizio che aveva una moto e che me la faceva guidare. La relazione non è durata, ma è cominciata la mia ossessione per le moto”.

Definirla un’ossessione è forse un eufemismo. In poco tempo, grazie alla passione dell’attuale marito Scot per le moto in generale e le Triumph in particolare, Robin è arrivata a possedere non una ma ben quattro moto: una Triumph Tiger XCX del 2016, che guida ogni giorno, una Bonneville del 2012 con il motore truccato, una Daytona del 2007 che utilizza su pista e una Triumph T100 SR del 1966 piuttosto rara, che sta restaurando.

Eh sì, avete capito bene, Robin ha anche una moto da pista. La maggior parte dei motociclisti uomini sarebbe invidioso, le donne potrebbero inorridire. Robin è semplicemente entusiasta.

Ho sempre amato l'avventura e mi concentro molto di più sull'esperienza che sto vivendo in quel momento che non su cosa potrebbe andare storto.

Robin Dail

“Mio marito ha detto che il modo migliore per imparare a guidare bene è andare su pista. Così all’inizio ho imparato a guidare su una Suzuki Gladius predisposta nella classe dei principianti. Mi è piaciuto molto imparare a salire in cima e a fare le curve, ma quella moto era un rottame e volevo qualcosa di diverso. Ho preso la Daytona e me ne sono innamorata!”

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Come se la guida in pista e il possesso di diverse moto non bastassero a dimostrare la sua passione, Robin tiene anche un blog e svolge un’attività online targati Motogirl Café. Di recente ha organizzato un evento di più giorni, dedicato principalmente alle donne motocicliste, chiamato Mountain Moxie, che si è tenuto al Little Switzerland Inn a Little Switzerland, in North Carolina.

“Ho cominciato il Moto Girl Café nel 2014 come sito dedicato alle donne e alle moto. Volevo spingere le donne a guidare le moto e a provare nuovi generi di motociclismo. Ho intervistato donne che facevano cose davvero eccezionali sulle moto e ho partecipato a eventi come il Barber Vintage Festival per promuovere il legame tra le donne e le motociclette”.

L’evento Mountain Moxie è nato da un’idea che Robin ha avuto lo scorso anno mentre guidava nell’area del North Carolina conosciuta per la cosiddetta Tail of the Dragon, la coda del drago, una strada asfaltata di 17,7 km con 318 curve. Robin ha fatto una sosta al Little Switzerland Inn (completo di hotel con vista sulle montagne) e ha chiesto se fossero interessati a ospitare un gruppo di motocicliste. Data la risposta affermativa, Robin si è adoperata per realizzare l’evento.

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A questo evento hanno partecipato famose motocicliste come Gail Biddulph, la prima motociclista donna a circumnavigare la Gran Bretagna, la centaura sulle lunghe distanze Gwen Phillips e il team da corsa MotoGirlGT. Diversi sponsor hanno contribuito a sostenere le spese e le 93 persone registrate hanno partecipato tutte. Non male per un primo evento, che Robin ha detto di voler ripetere il prossimo anno.

Considerato il suo precedente impiego come infermiera e l’attuale impiego come istruttore infermieristico alla Duke University, forse pensate che ci siano ragioni più che sufficienti per non guidare una moto. Lei ride all’idea: “Ho lavorato in terapia intensiva neonatale, che comporta situazioni ad alto tasso di adrenalina. La maggior parte delle infermiere e dei medici che lavorano in questi ambienti sono attratti da attività che la alimentano.

Ho sempre amato l’avventura e mi concentro molto di più sull’esperienza che sto vivendo in quel momento che non su ciò che potrebbe andare storto”.

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Robin continua a incontrare altre donne che potrebbero pensare di approcciarsi al mondo delle motociclette o di non esserne all’altezza e questo è il suo consiglio per loro:

“Le donne sono spaventate se non c’è qualcuno a sostenerle. Io provo a fornire quel supporto. È come mettersi a dieta o smettere di fumare. Bisogna essere pronti. Alcune persone lo sono, altre non lo saranno mai. Non si possono fare pressioni”.

Potrebbe anche aggiungere qualcosa sul fatto di non cedere agli stereotipi. Al contrario delle persone, in questo caso va bene esercitare pressioni finché non diventano irrilevanti.

Scritto da Aaron Heinrich